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Milano-Cortina, Italia verso nuovi record: tutto parte dalla testa

Milano-Cortina, Italia verso nuovi record: tutto parte dalla testa
Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 @Matteo Zanetti

Olimpiade invernale 2026 già ricca di soddisfazioni per gli Azzurri. Gli psicologi dello sport spiegano come la preparazione mentale stia trasformando le vittorie in veri miracoli sportivi

In meno di una settimana, gli Azzurri già sfidano la storia delle Olimpiadi invernali: 17 medaglie, imprese memorabili come quelle di Federica Brignone e Arianna Fontana, e un segreto sorprendente dietro ogni oro: la forza della mente.
All’inizio della giornata del 13 febbraio, in cui si disputano altre 7 finali olimpiche che mettono in palio medaglie (nel biathlon, nel pattinaggio di figura e di velocità, nello sci di fondo, nello skeleton e nello snowboard), l’Italia si presenta con uno splendido secondo posto nel medagliere. Pur avendo conquistato il numero più elevato di medaglie, gli Azzurri sono alle spalle della spedizione norvegese in quanto gli atleti nordici hanno conquistato 1 oro in più (7 contro 6).
Ma il vero confronto va fatto con il passato. In primo luogo, con le altre 2 Olimpiadi invernali disputate in Italia: a Cortina nel 1956, quando le medaglie vinte furono 3 (1 oro e 2 argenti) e a Torino nel 2006, già abbondantemente superata nelle 11 medaglie e nei 5 ori finali. Una pagina storica è stata scritta in particolare domenica 8 febbraio 2026, con il primato mai raggiunto in precedenza di ben 6 medaglie in una sola giornata. Ma anche i record assoluti appaiono ampiamente alla portata. L’Olimpiade invernale più ricca di sempre per l’Italia è quella di Lillehammer nel 1994. Allora le medaglie furono 20, appena 3 più di oggi (quando è già stata uguagliata, a quota 17, la seconda edizione più prolifica, ovvero Pechino 2022) mentre, nella spedizione in Norvegia, gli ori furono 7, con un 4° posto finale nel medagliere come solo a Grenoble nel 1968. E ancora mancano 10 giorni di gare.

I titoli olimpici che trascinano lo straordinario medagliere dell’Italia

Il conto complessivo italiano, al momento, conta 6 ori, 3 argenti e 8 bronzi. E, con l’ultima medaglia arrivata fin qui in ordine di tempo (il secondo posto di Arianna Fontana nello short track), è arrivato intanto un altro record eguagliato: la quasi 36enne atleta valtellinese ha eguagliato lo schermidore Edoardo Mangiarotti con ben 13 medaglie olimpiche vinte in carriera.
Nella giornata di ieri sono arrivati però anche altri 2 ori tutt’altro che banali. Già detto dell’impresa di Federica Brignone nel SuperG, anche Francesca Lollobrigida, che ha compiuto 35 anni la scorsa settimana, ha completato uno storico bis nel pattinaggio di velocità, aggiungendo il primo posto nei 5 mila metri a quello nei 3 mila, che aveva inaugurato il medagliere italiano. In mezzo, a portare il tricolore sul gradino più alto del podio erano stati gli atleti della staffetta mista dello short track (Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini e Pietro Sighel), seguiti da quelli del “doppio” nello slittino: Andrea Vötter e Marion Oberhofer tra le donne e Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder tra gli uomini.

Gli altri magnifici medagliati italiani (argenti e bronzi)

A fregiarsi dell’argento, prima di Fontana, erano stati invece la staffetta mista di biathlon (Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer) e subito prima Giovanni Franzoni, nella discesa libera maschile di sci alpino, da cui era arrivato anche il bronzo di Dominik Paris.

Cerimonia di Inaugurazione Olimpiadi Milano Cortina 2026 a San Siro (Ph. Khadija Ahlal)
Cerimonia di Inaugurazione Olimpiadi Milano Cortina 2026 a San Siro @ Khadija Ahlal

I protagonisti degli altri terzi posti italiani, invece, sono stati fin qui Sofia Goggia (discesa libera donne di sci alpino), Lucia Dalmasso (gigante parallelo femminile di snowboard), Riccardo Lorello (5 mila metri uomini di pattinaggio di velocità), Dominik Fischnaller (slittino singolo uomini) la squadra del pattinaggio di figura (Sara Conti, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Charlène Guignard, Lara Naki Gutmann, Niccolò Macii e Matteo Rizzo), Stefania Constantini e Amos Mosaner (nel doppio misto di curling) e i rappresentanti azzurri nel team event di slittino (Dominik Fischnaller, Verena Hofer, Simon Kainzwaldner, Marion Oberhofer, Emanuel Rieder, Andrea Vötter).

Milano-Cortina: le Olimpiadi del benessere mentale

“Senza allenare la mente il podio è più lontano. Il sogno olimpico parte dalla testa” è intanto il messaggio che gli Ordini degli psicologi di Veneto e Lombardia hanno lanciato dal convegno “Slalom di voci: il contributo della psicologia alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”, in cui, attraverso gli interventi di 20 relatori, si è approfondito il tema della gestione delle emozioni, vittorie e sconfitte.
Il benessere mentale, ha ricordato nell’occasione Danilo Corona, responsabile del progetto “Psicologia dello sport” dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, è del resto uno dei veri e propri pilastri di questi Giochi. “Il Comitato Olimpico – ha ricordato Corona – ha posto grande attenzione alla salute mentale: nei venue olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026 sono state allestite le Mind Zone e i Mental Corner, spazi dedicati alla preparazione mentale e al supporto personalizzato con psicologhe e psicologi specializzati”. “Nel mondo sportivo internazionale – ha aggiunto Valentina Di Mattei, presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia – si è sviluppata una nuova consapevolezza riguardo al tema della salute mentale”.

Allenare la mente per vincere l’oro

“La psicologia dello sport – ha aggiunto Corona – affianca sempre più atleti e staff tecnici nella preparazione alle competizioni, allenando la mente, favorendo l’equilibrio psicocorporeo e aiutando a rielaborare errori e sconfitte”.
Un lavoro, quello che sono chiamati a svolgere gli psicologi dello sport, che deve tenere in considerazione molteplici aspetti, spesso invisibili ma non per questo meno decisivi per la performance: dagli stimoli esterni, che possono distrarre come diventare uno stimolo positivo, richiedendo una differente capacità di chiudersi nella propria “bolla mentale” a seconda dei diversi sport, alla gestione dell’errore e alla correlata capacità di reset mentale, senza farsi condizionare da rabbia, frustrazione e pensieri.

Sport e psicologia insieme, per crescere anche oltre l’evento sportivo

Dal connubio tra sport e psicologia, in ogni caso, possono derivare benefici anche molto più ampi.
Lo sport – ha proseguito al riguardo Di Mattei – non è solo performance, ma un potente motore di crescita personale, educativa e sociale. È uno spazio di relazione e di costruzione di comunità, con un impatto rilevante sul benessere psicologico, soprattutto delle nuove generazioni”.  “La psicologia dello sport – ha sottolineato Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine degli psicologi del Veneto – non sostiene soltanto l’atleta nella prestazione, ma accompagna la crescita della persona e della società nella sua interezza. Allenare la mente significa sviluppare consapevolezza, capacità di gestione delle emozioni, motivazione, senso del limite e responsabilità verso sé stessi e verso il proprio gruppo. Lo sport è quindi una palestra di competenze psicologiche fondamentali: insegna a tollerare la frustrazione, a trasformare l’errore in apprendimento, a reggere la pressione senza perdere il proprio equilibrio. Con questa iniziativa vogliamo offrire un contributo concreto affinché Milano-Cortina 2026 lasci un’eredità culturale duratura: una visione dello sport come esperienza formativa capace di promuovere benessere psicologico, coesione sociale e sviluppo delle competenze personali”.

Alberto Minazzi

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