Bassetti: “E’ un virus che rappresenta una sfida significativa per la salute dei piccoli, in particolare nel primo anno di vita. Prevenire è sempre meglio che curare”
Dalle sue pagine social Matteo Bassetti, infettivologo, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, lancia un appello sulla prevenzione. In queste settimane tra influenza e virus respiratorio sinciziale è boom di casi pediatrici a Torino e in Piemonte. Sono infatti oltre 90 i bambini ricoverati con diagnosi di insufficienza respiratoria acuta. Una condizione seria, che sta incrementando la circolazione tra i più piccoli, dovuta sia alla polmonite, sia al virus respiratorio sinciziale.
Come spiega l’Istituto Superiore della Sanità, quest’ultimo è un’infiammazione delle piccole vie aeree dei polmoni e rappresenta “la prima causa singola di infezioni respiratorie acute del basso tratto respiratorio nei bambini di tutto il mondo”.
Fino ai due anni la contraggono praticamente tutti, ma varia l’intensità che va dalle forme più lievi con raffreddore e otite a quelle più serie come bronchite o polmonite.
L’andamento dell’epidemia
Si stima che da metà di ottobre, i piemontesi colpiti da infezione respiratoria acuta siano stai 784 mila, circa 40 mila nella sola settimana dal 26 gennaio al 1 febbraio. Nonostante i dati della Regione Piemonte evidenzino attualmente in calo generale per quanto riguarda l’incidenza che nella quinta settimana dell’anno ha raggiunto 9,4 casi ogni mille assistiti, al contrario tra i bambini di età compresa tra zero e quattro anni vi è un incremento. E tra loro, a fare da traino, non è tanto l’influenza quanto proprio il virus sinciziale. “Tra i ricoverati per insufficienza respiratoria acuta – sottolinea Matteo Bassetti – vi sono casi gravi e molti bambini non avevano ricevuto il monoclonale. Dal 2022, anche in Europa è disponibile un nuovo trattamento in grado di ridurre il rischio di forme gravi, costituito appunto da un anticorpo monoclonale. La prevenzione è sempre migliore della cura”.
L’immunizzazione e il monitoraggio dei genitori: la prevenzione migliore
“Il virus respiratorio sinciziale – prosegue l’infettivologo – è molto diffuso nella comunità umana e particolarmente insidioso. Negli adulti può essere l’equivalete di un raffreddore o causare forme più impegnative come la polmonite, mentre nei bambini, soprattutto nel primo anno di vita, in particolare nei primi tre mesi, può provocare la bronchiolite, un’infezione virale delle basse vie aeree, parte terminale dell’albero bronchiale che provoca tipicamente difficoltà respiratorie. Nei bambini piccoli ha un’evoluzione molto rapida nel senso che in pochi giorni può passare da un raffreddore o naso che cola alla situazione più complessa”. Proprio per questo, i bambini dovrebbero in primis assumere l’anticorpo monoclonale Nirsevimab per la protezione dalla bronchiolite. E’ poi importante che siano monitorati attentamente dalla famiglia e va richiesto il parere del medico curante quando si osservi che la situazione peggiore.



