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Dichiarazione dei redditi: le novità del 2026

Dichiarazione dei redditi: le novità del 2026

Ecco cosa c’è da sapere per chi, dal 30 aprile, si affiderà alla “precompilata” per comunicare le somme guadagnate nel 2025

Anche per la dichiarazione dei redditi, il “fai da te” è sempre più di moda.
Nonostante il ricorso ai Caf o ai commercialisti abilitati resti ancora la modalità più utilizzata dagli italiani per comunicare al Fisco quanto ha guadagnato nell’anno precedente, negli ultimi 2 anni i contribuenti che hanno scelto di trasmettere i dati in autonomia sono passati da 4,8 a 5,7 milioni. Un dato sul quale incide decisamente la possibilità di utilizzare la modalità semplificata della “dichiarazione precompilata”, utilizzata non a caso nel 58% delle dichiarazioni del 2025 rispetto al 51% dell’anno precedente.

Dichiarazione dei redditi: massima attenzione per chi usa la precompilata

Anche se il modulo 730 precompilato sarà reso accessibile online solo dal prossimo 30 aprile, l’appena avvenuta pubblicazione della versione preliminare del modello 2026 da parte dell’Agenzia delle entrate permette già di approfondire alcune novità rispetto allo scorso anno, legate in particolare alle modifiche introdotte dalla Manovra e al percorso di revisione del sistema tributario avviato dal Governo.
È infatti fondamentale farsi trovare pronti all’invio della dichiarazione dei redditi, che dovrà essere effettuato entro il 30 settembre indipendentemente dal fatto che si scelga la forma ordinaria o quella precompilata. La comunicazione dei redditi conseguiti nel corso dell’anno precedente offre infatti il canale principale per il recupero delle agevolazioni fiscali, a partire da quelle connesse alle spese sanitarie o agli interessi pagati sui mutui immobiliari. Quando si utilizza la versione precompilata è dunque fondamentale verificare la correttezza delle informazioni prestampate prima dell’accettazione. Anche in considerazione del fatto che accettare senza modifiche le somme inserite riduce notevolmente il rischio di essere in futuro sottoposti ad accertamenti.

Il bonus elettrodomestici e le altre detrazioni nella precompilata 2026

Proprio per provare a ridurre al minimo i rischi di errori, abusi, contestazioni e controlli, il Fisco, elevando in contemporanea la cura della correttezza dei dati, sta progressivamente aumentando completezza e numero dei dati inseriti in automatico nel modulo messo a disposizione del contribuente. Al riguardo, la principale novità per il 2026 riguarda l’inserimento nella dichiarazione precompilata dei dati sul bonus elettrodomestici, ovvero l’incentivo deciso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni attraverso il rinnovo degli elettrodomestici con l’acquisto di apparecchi ad alta efficienza. L’agevolazione prevede uno sconto fiscale pari al 30% del costo d’acquisto fino a un massimo di 100 euro o fino a 200 per le famiglie con Isee basso. Quanto ad altre detrazioni, che consentono un recupero del 19% della spesa sostenuta fino a un massimo di 210 euro, resta invece la necessità di un intervento manuale sul 730 precompilato per poterne usufruire. Ci riferiamo a quelle per esempio legate a spese mediche e farmaceutiche, agli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico, ai costi per l’istruzione, dall’asilo nido all’università, o agli esborsi per le attività sportive praticate dai ragazzi tra 5 e 18 anni. Dal 2027, per queste ultime, potrebbero però essere in arrivo novità, che si calcola potrebbero interessare circa un milione di cittadini, con la possibilità della trasmissione diretta al Fisco delle informazioni relative da parte delle strutture sportive.

Il sistema generale delle detrazioni e i nuovi scaglioni Irpef

In materia di detrazioni, negli ultimi anni si sono già riscontrate altre novità. Per esempio, dal 2022 la gestione dei familiari fiscalmente a carico è stata ridisegnata con l’introduzione dell’assegno unico. In tal senso, la regola generale è quella della scomparsa delle detrazioni per i figli con meno di 21 anni, mentre, sopra questa età, per considerarli “a carico” si tiene conto delle soglie di reddito dei familiari stessi: 4 mila euro per i figli fino a 24 anni, 2.840,51 per quelli oltre questa età e per altri familiari come coniuge, genitori, fratelli o sorelle. Anche l’importo della detrazione si lega al reddito, in questo caso del genitore, diminuendo progressivamente al suo ammontare. Il nuovo schema dell’Irpef, invece, ha introdotto da quest’anno una stretta per tutte le altre detrazioni al 19%, con anche in questo caso un ridimensionamento progressivo quando il reddito supera i 75 mila euro (e superati i 100 mila le detrazioni non sono più applicabili), esclusi solo spese sanitarie e interessi passivi sui mutui. La misura si lega alla riduzione delle fasce di reddito dell’Irpef da 4 a 3, attraverso l’accorpamento dei due scaglioni centrali. A beneficiare di questa novità è la fascia intermedia di reddito, con la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%, applicata ora a tutti i redditi tra 28 mila e 50 mila euro.

Alberto Minazzi

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