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Conti correnti: perché si spende sempre di più e come risparmiare

Conti correnti: perché si spende sempre di più e come risparmiare

L’allarme del Codacons: la spesa per la loro gestione è cresciuta in dieci anni del +23%, lievitate le spese fisse

Secondo i più recenti dati registrati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, i costi dei conti correnti in Italia continuano a mostrare una tendenza al rialzo. A fare una sostanziale differenza sui prezzi è soprattutto dove viene gestito. Quelli appoggiati nelle filiali bancarie risultano infatti i più costosi, mentre i conti online rimangono la scelta decisamente più economica, nonostante anche in questo caso vi sia stato un lieve aumento. A lanciare l’allarme è il Codacons in merito all’indagine di Banca d’Italia sulla spesa dei conti correnti delle famiglie, documentata negli estratti conto e riferita al 2024 ma i cui dati sono stati diffusi a fine 2025. Le informazioni rivelano che negli ultimi dieci anni i costi di gestione sono aumentati complessivamente del 23%.

L’impennata delle spese variabili

Come emerge dai dati della Banca d’Italia, per i conti di tipo tradizionale si è registrata una diminuzione dei canoni di base e di quelli per l’emissione delle carte di debito e credito, mentre sono aumentate le commissioni medie applicate sulle operazioni effettuate. Inoltre è aumentata l’operatività dei correntisti.
L’insieme di questi fattori, nel 2024, ha fatto arrivare la spesa media complessiva di gestione a 101,2 euro. In pratica, a conti fatti, il Codacons denuncia un’impennata delle spese variabili – quelli che dipendono dal numero e dal tipo di operazioni che si eseguono – che nell’arco di una decina di anni, vale a dire dal 2014 al 2024 periodo in cui è stata fatta l’indagine sui costi, è passata da 26,6 euro a 35,7 con un rincaro di +34,2%.

banca

Questo a causa sia della costante crescita dei costi dei prelievi agli sportelli Atm applicati dalle banche ai propri clienti, sia all’aumento del numero di operazioni, come i bonifici istantanei che sono sempre più utilizzati per i pagamenti. Così se nel 2014 la spesa di gestione di un conto si attestava a 82,2 euro, i costi per i correntisti in dieci anni la spesa è cresciuta in totale di +18,9 euro a utente.

Aumentate anche le spese fisse

Pesano maggiormente sulle tasche degli italiani anche le spese fisse cioè quelle che si pagano indipendentemente dall’utilizzo o meno dei servizi offerti dal conto, che sono passate dai 55,6 euro del 2014 ai 65,4 del 2024 con un incremento percentuale del + 17,6%. Si può però risparmiare sui costi, gestendo il conto corrente online (Fintech/ banche digitali) con spese decisamente inferiori rispetto ai canali tradizionali. In molti casi hanno canone zero o di pochi euro al mese.
Nonostante anche questi abbiano subito un rincaro, la crescita continua dei costi nelle filiali sta spingendo sempre più persone alla necessità di digitalizzare le operazioni per contenere i costi. Questi infatti mostrano un trend in calo dell’1,3% riguardo i prezzi unitari dei servizi, mentre è aumentata l’operatività. Per i conti correnti online la relativa spesa media di gestione è aumentata di 1,7 euro a raggiungendo quota 30,6. Per i conti postali sono aumentati sia le commissioni unitarie, sia l’operatività, comportando un incremento della spesa media di gestione da 67,3 a 71,6 euro.

Come si può risparmiare nella gestione del conto corrente

I dati della Banca d’Italia evidenziano che i conti correnti online costano un terzo di quelli tradizionali.
Tra i conti analizzati dalla Banca d’Italia è previsto il canone solo nel 38% dei prodotti online contro il 66% delle banche tradizionali.
Tra i conti tradizionali il primo posto per convenienza lo conquista Poste che ha tagliato il costo annuo indicativo di un conto corrente: 98,25 euro per le famiglie con una diminuzione del 33%, 89 euro per i pensionati -35% e 29 euro per i giovani -17%.
Va anche detto che chi mantiene il proprio conto corrente sempre nel medesimo istituto, finisce con il pagare di più. E’ stato dimostrato che le persone con un rapporto di conto corrente con la stessa banca da più di dieci anni paga il doppio, rispetto a chi è cliente da meno di un anno. Motivo per il quale tra le strategie per abbassare le spese bancarie c’è quella di cambiare istituto in media ogni due anni scegliendo tra gli istituti quelli che offrono conti correnti gratuiti o propongono offerte speciali dedicate ai nuovi clienti. Come dire, la fedeltà non viene premiata, oltre a canoni e commissioni mediamente di molto superiori nelle filiali rispetto all’online.
Confrontando poi i comparatori online come ConfrontaConti.it o Altroconsumo si possono trovare le offerte migliori controllando l’indicatore sintetico di costo, come anche è buona regola per contenere i costi prelevare solo dagli sportelli della propria banca per evitare commissioni e limitare il numero di carte di credito e prepagate, privilegiando la carta di debito/bancomat.

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