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Il Carnevale di Venezia fa brillare l’Elba di magia lagunare

Il Carnevale di Venezia fa brillare l’Elba di magia lagunare

Abiti settecenteschi, minuetti in piazza e maschere. A Dresda rivive lo splendore del Carnevale veneziano in un evento che celebra un legame antico e sorprendente

Il Carnevale attraversa le Alpi e atterra dove meno ce lo si aspetta: in una Sassonia che per due giorni si trasforma in una Serenissima in technicolor.
Tra dame in crinolina, cavalieri mascherati e minuetti all’aperto, Dresda riscopre il suo cuore “lagunare” e lo celebra con un entusiasmo che conquista residenti, turisti e appassionati di storia barocca.
Un Carnevale veneziano… senza Venezia, ma con tutto il suo fascino.

Dame, gentiluomini e un equivoco geografico

Dame in crinolina che si muovono leggere nel Minuetto, l’elegante ballo di corte amato nei palazzi della Serenissima, affiancate da raffinati gentiluomini con il Tricorno piumato sul capo e il volto celato dalla tradizionale Bauta veneziana.
Nell’elegante città tedesca, da cinque anni il Carnevale dell’Elba è tornato a esser dedicato a Venezia.
Quest’anno si festeggerà sabato 14 e domenica 15 febbraio.

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@ Jule Wolf (DML-BY)

E ricorderà le sue origini lontane, che rimandano a quando tra la Serenissima e la corte sassone c’era un profondo e consapevole scambio culturale.
Fin dal XVII e XVIII secolo, i sovrani del Principato Elettorale di Sassonia intrapresero numerosi viaggi in Italia, soggiornando più volte a Venezia, spesso come ospiti della nobile famiglia Foscari.
In quelle occasioni vennero a contatto con la magnificenza delle feste tradizionali veneziane, il Carnevale Serenissimo, in particolare, un evento raffinato, teatrale e cosmopolita che, insieme alla cultura francese e alle tradizioni cavalleresche tedesche, divenne modello per la vita di corte di Dresda.

Il primo Carnevale sassone e l’import culturale veneziano

Il primo Carnevale sassone fu celebrato da Maurizio di Sassonia (1521-1553) proprio nell’anno della sua prematura scomparsa. A ospitare l’evento furono i saloni del rinnovato castello di Dresda.
L’interesse verso la cultura italiana, veneziana in particolare, andò via via aumentando e le feste furono uno degli elementi centrali di questo “import culturale“, insieme alle arti figurative: le vedute di Bernardo Bellotto, i pastelli di Rosalba Carriera e persino la celebre Madonna Sistina di Raffaello entrarono a far parte del patrimonio sassone.
Un ruolo decisivo come mediatore artistico lo ebbe il veneziano Francesco Algarotti, tra i più importanti acquirenti d’arte per la corte sassone.

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Dresda, la “Venezia del Nord” musicale

In ambito musicale, Dresda fu in quell’epoca paragonata ad una “Venezia del Nord” grazie a Johann Adolf Hasse, a lungo attivo in laguna, e alla sua consorte veneziana, la celebre contralto Faustina Bordoni, uno dei grandi fenomeni vocali del XVIII secolo. Hasse e sua moglie portarono fuori dai confini lagunari le più note e apprezzate opere musicali appositamente scritte per i festeggiamenti carnevaleschi della Serenissima.
Anche Giacomo Casanova, che nel corso della sua intensa vita fu anche musicista (secondo violino al Teatro San Samuele di Venezia dal 1744 al 1746), contribuì alla vita teatrale di Dresda. E’ infatti in Sassonia che lo scrittore e avventuriero veneziano tradusse l’opera “Zoroastro” (1752) e scrisse “La Moluccheide” (1753), rappresentate al Teatro Elettorale.
Nella città Sassone lavorarono anche i familiari del grande avventueriro: sua madre e sua sorella furono scritturate come cantanti liriche e attrici, mentre il fratello Giovanni Battista venne eletto direttore dell’Accademia d’Arte di Dresda.

La rinascita moderna del Carnevale Veneziano dell’Elba

Così come a Venezia il film “Il Casanova” di Federico Fellini del 1976 fu l’impulso per la rinascita moderna del Carnevale lagunare, anche a Dresda una rassegna cinematografica diede avvio a un rinnovato entusiasmo per il Barocco e la cultura veneziana.
Oggi questa tradizione rivive nell’Elbvenezianischer Carneval (Carnevale Veneziano dell’Elba), coordinato da Bernd Hoffmann. Un contributo fondamentale alla riscoperta storica è venuto anche dal musicologo Christoph Münch autore del libro “Dresdner Lustbarkeiten – Geschichten zum Carneval”, che racconta in forma romanzata i profondi legami tra Dresda e Venezia: “Ero un adolescente quando, nel 1984, ho assistito a una delle prime riedizioni del Carnevale di Venezia: una folgorazione. Da allora ho iniziato a interessarmi a Venezia, alle sue feste, al Carnevale, scoprendo innumerevoli legami tra le due città nel campo dell’arte e della musica – racconta Christoph Münch – Nel 2019, nel corso di un festival barocco ho partecipato a un suggestivo tour sul fiume Elba a bordo di un’imbarcazione tradizionale chiamata Gondel, simile alla gondola. Quella esperienza, unita a una successiva nuova visita al Carnevale di Venezia, mi ha spinto ad approfondire la storia del Carnevale settecentesco veneziano. Negli archivi ho rinvenuto documenti dei Principi Elettori di Sassonia con resoconti del loro Grand Tour e dettagliate descrizioni delle feste in maschera veneziane. Questo lavoro di ricerca è confluito in un libro dedicato agli influssi veneziani nelle feste della corte di Dresda”.

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@ Tommy Halfter (DML-BY)

Il ruolo della Società Dante Alighieri di Dresda

Il concittadino Bernd Hoffmann ha poi condiviso con entusiasmo le ricerche di Christoph Münch fino a diventare, cinque anni fa, il coordinatore del Carnevale Veneziano dell’Elba: un’iniziativa che ha riscosso l’attenzione della Società Dante Alighieri di Dresda, associazione fondata nel 1991 con l’obiettivo di promuovere, attraverso eventi e corsi, la lingua e la cultura italiana in Sassonia.

L’edizione 2026: il corteo in costume

L’edizione 2026 del Carnevale Veneziano dell’Elba si apre con la passeggiata in costume attraverso il centro storico della città con protagonisti centinaia di dame e cavalieri in impeccabili e preziosi abiti settecenteschi.
Non una semplice parata, bensì un rituale collettivo di liberazione, dove ciascuno interpreta sé stesso attraverso il personaggio che ha scelto. Il corteo si snoda lungo le vie del centro sostando nelle piazze, trasformate in saloni da ballo all’aperto. Qui si mescolano italiani, tedeschi e turisti provenienti da diversi luoghi, creando comunità effimere ma intense all’insegna del divertimento e del gioco.

@ Jule Wolf (DML-BY)

Eventi culturali e letterari

Non mancano, nel corso del weekend, gli eventi culturali e letterari: nel Kügelgenhaus, il museo d’arte, letteratura e musica di Dresda, viene organizzata una lettura pubblica dedicata allo scrittore, saggista e collezionista d’arte Francesco Algarotti ed ai suoi acquisti d’arte per conto del Re di Sassonia.
Un resoconto avvincente che svela gli intrecci tra potere, bellezza e collezionismo nell’Europa dell’Illuminismo.

Il Gran Ballo nella chiesa di Nostra Signora

Il Carnevale Veneziano dell’Elba si conclude nella serata di domenica 15 con il Gran Ballo organizzato nella chiesa di Nostra Signora, edificio Settecentesco ispirato all’architettura e alle cupole delle chiese barocche italiane: uno spettacolo che fonde musica barocca dal vivo, costumi storici e l’emozione di vivere il Carnevale in una cornice sacra trasformata per una sera in un colorato teatro.
E’ qui, in un gioco di incontri tra sconosciuti nascosti dietro velluti e piume colorate che l’evento offre il meglio di sé, rievocando i grandi balli in maschera che si svolgevano nei Casini, in particolare il gran ballo del “Ridotto”, il primo casinò della storia, situato a Palazzo Dandolo, a Venezia.

Claudia Meschini

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