Firmata dai ministri dell’Istruzione e dell’Interno la direttiva che autorizza i controlli all’ingresso negli istituti
I metal detector sbarcano nelle scuole italiane per evitare in particolare l’introduzione negli istituti di armi da taglio e garantire la massima sicurezza dei ragazzi e delle persone che li frequentano. L’idea era nell’aria da tempo e i tragici episodi di cronaca delle ultime ore, a partire dall’accoltellamento letale di un 18enne dell’istituto “Einaudi” di La Spezia hanno quindi soltanto accelerato la decisione di intervenire da parte del Governo. Intervento che si è concretizzato in una direttiva firmata dai ministri dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, e dell’Interno, Matteo Piantedosi, che è già stata inviata alle scuole. Ed è molto più che simbolico il fatto che sia stata proprio la città ligure la prima in cui il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha dato il via libera ai controlli, effettuati con metal detector portatili, all’esterno degli istituti scolastici. Tanto più dopo che a Luni, nella provincia spezzina, un tredicenne ha portato a scuola un coltello da cucina e l’ha mostrato ai compagni di classe, mentre a Budrio, nel Bolognese, un 15enne è stato sorpreso con un machete.
Il metal detector nelle scuole italiane
La circolare si inserisce nel solco dei recenti provvedimenti proprio contro l’abuso delle armi da taglio, soprattutto da parte dei minori, annunciati dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno e subito dopo adottati dall’Esecutivo all’interno del cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Nella nuova direttiva congiunta, in cui vengono definite le “misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici“, la possibilità di utilizzare i metal detector è solo una delle strade previste ai fini del raggiungimento dell’obiettivo. Al riguardo, il documento precisa che “nelle situazioni più gravi potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi”. La circolare chiarisce poi che tale misura può essere presa solo “previe intese e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone”. E che “le modalità di adozione di tali strumenti saranno oggetto di dedicate riunioni tecniche presso le Questure, anche con il coinvolgimento degli stessi dirigenti scolastici”, facendo assumere a questi ultimi, insieme ai prefetti, una “centralità decisiva”. In ogni caso, dovrà essere assicurato “che l’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati”.
Il piano-sicurezza nelle scuole nel contesto della situazione attuale
Nel sistema delineato dalla direttiva, particolare attenzione viene riservata agli “istituti scolastici che presentino profili di criticità, come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo”. In questi casi, si potrà valutare la “temporanea inclusione” dei controlli di sicurezza effettuati all’ingresso degli istituti all’interno dei “Piani di controllo coordinato del territorio”, con anche la possibilità di attivare controlli mirati. Le iniziative messe in campo, in ogni caso, “dovranno essere accompagnate da un sistema strutturato di monitoraggio”, attraverso il quale si ritiene possibile anche “riconoscere tempestivamente eventuali criticità, sovrapposizioni o lacune negli interventi” e “valorizzare le buone pratiche emerse a livello locale”. Non a caso, nelle premesse, i ministri ribadiscono che “la scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza. La formazione dei nostri giovani e il lavoro del personale scolastico devono inoltre poter avvenire in condizioni di assoluta sicurezza. La sicurezza è la condizione della autentica libertà”. “D’altro canto – prosegue la circolare – il compimento di gravi atti di violenza tra giovani, il rinvenimento di armi o di altri oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché la presenza di fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti hanno fatto emergere come anche la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata”.
Alberto Minazzi



