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Il 2026 dei Musei Civici di Venezia: cosa vedremo in città

Il 2026 dei Musei Civici di Venezia: cosa vedremo in città
Palazzo Ducale, una delle sedi principali dei Musei Civici di Venezia

Presentato il ricco calendario ufficiale, che spazia dagli Etruschi, al Settecento, all’arte contemporanea, tra nuovi allestimenti permanenti, valorizzazione delle collezioni e ampliamenti delle sedi museali

Venezia, con le sue caratteristiche uniche, è già di per sé un museo a cielo aperto. Ma il capoluogo lagunare offre anche molto di più, agli amanti della cultura. Le numerose sedi museali veneziane sono infatti luoghi in cui è custodito un patrimonio culturale inestimabile fatto di collezioni permanenti e grandi mostre temporanee.
Il bilancio 2025 dei Musei Civici di Venezia (Muve), forte di 13 sedi, è stato decisamente positivo, tra crescita di visitatori (arrivati a 2,4 milioni), orari prolungati di apertura, ingressi gratuiti per i residenti della Città Metropolitana, grandi mostre e nuovi allestimenti.
Ma anche il 2026 si presenta ricco di appuntamenti culturali tra importanti esposizioni e nuovi spazi per la città, che permettono di gettare uno sguardo di prospettiva che si spinge anche più in là.
Per esempio, il “Grande Correr”, che aprirà nel 2027 con il rinnovo del percorso espositivo al primo piano. O la Casa delle Contemporaneità, che sta prendendo forma permanente al centro Culturale Candiani di Mestre.

Il progetto Grande Correr

Un sistema culturale inclusivo e integrato

Anche quest’anno l’offerta dei Musei Civici punta dunque a consolidare il ruolo di sistema culturale integrato. Si spazia dall’indagine archeologica (con la grande mostra a Palazzo DucaleEtruschi e Veneti. Acque, culti e santuari) alla storia della Serenissima, delle civiltà veneziane e della Laguna veneta (con il rinnovamento del percorso del Museo Correr, gli interventi di valorizzazione al Museo di Torcello e le ricerche del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue). E, ancora, musica e teatro, l’arte delle “civiltà del Settecento” con i Musei di Ca’ Rezzonico, Palazzo Mocenigo e la casa di Carlo Goldoni, per arrivare alle esplorazioni del moderno, contemporaneo e attualità, con Jenny Saville a Ca’ Pesaro e Erwin Wurm al Museo Fortuny, al saper fare e alle nuove produzioni artistiche.

It’s Not Me, It’s Not You – Erwin Wurm Museo Fortuny Ph. Markus Gradwohl

“I Musei Civici di Venezia – sottolinea il sindaco del capoluogo lagunare, Luigi Brugnaro – sono una realtà viva, in crescita, capace di coniugare tutela e innovazione, grandi mostre e attenzione al territorio. I risultati in termini di presenze, la qualità dei progetti e gli investimenti sulle sedi dimostrano che la cultura è un motore fondamentale per lo sviluppo della città, per la sua identità e per il suo futuro. La Fondazione Musei Civici si pone come un motore di un sistema culturale inclusivo e integrato che ha al centro l’arte in tutte le sue forme e risponde alle esigenze di tutti i visitatori che scelgono di varcare le porte dei suoi musei”.

Le grandi mostre del 2026

Il programma per il 2026 si sviluppa tra grandi mostre, nuovi allestimenti permanenti, valorizzazione delle collezioni, ampliamenti e importanti restauri fino alla nascita di nuovi poli come i già citati Muvec – Casa delle Contemporaneità o il percorso verso il Grande Correr, ma anche l’ampliamento del Museo del vetro a Murano.

Palazzo Ducale ospita la grande mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, curata da Margherita Squarcina e Margherita Tirelli visitabile dal 6 marzo al 29 settembre. Con oltre 700 reperti, si focalizza sul ruolo rivestito dalle acque nell’orizzonte del sacro sia del popolo etrusco che di quello veneto.

musei
Mostra “Etruschi e Veneti” Testa di Leukothea – Palazzo Ducale 350 a.C. ca dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia

Al Museo Correr, nella Sala Quattro Porte, è protagonista il dialogo tra antico e contemporaneo con “Bizhan Bassiri. Principe, Il Nottambulo del Pensiero magmatico”, dal 27 febbraio al 30 giugno, installazione ambientale di più opere concepite dall’arista iraniano per lo spazio. Le Sale canoviane ospitano invece “Dialoghi canoviani. Spiral Economy. Charrière and Canova” dal 30 aprile al 22 novembre: una comunicazione tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova che svela la poesia della materialità.

JulianCharriere -Spiral Economy

Il moderno e contemporaneo

La stagione espositiva delle grandi monografiche e delle indagini dedicate ai protagonisti della pittura contemporanea si apre alla Galleria d’arte moderna Ca’ Pesaro, che ospita l’esposizione “Jenny Saville a Ca’ Pesaro”. E’ un’esposizione concepita per raccontare una delle più autorevoli voci dell’arte contemporanea, ripercorrendone la carriera dagli esordi negli anni novanta fino ai giorni nostri, accanto a nuove opere realizzate per l’occasione. Sempre a Ca’ Pesaro, nelle Sale Dom Pérignon, dal 7 maggio al 30 agosto, è la volta di “Hernan Bas. I visitatori” con oltre 30 nuove opere esposte in un’installazione immersiva. Mentre si valorizzerà un maestro legato alla ricerca sul territorio, nell’anno del suo 90° compleanno, con la mostra “Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia”, visitabile dal 3 ottobre al 22 novembre. E’ anche in calendario “Omaggio a Silvio Gagno” dal 12 dicembre 2026 al 7 febbraio 2027.

Spostandoci al Museo Fortuny,Diafanés”, dal 28 gennaio al 6 aprile, è un tributo all’artista lombardo Antonio Scaccabarozzi attraverso l’approfondimento di 3momenti centrali della sua ricerca. Seguirà un’ampia monografica dedicata allo scultore austriaco Erwin Wurm dal 6 maggio al 22 novembre. L’esposizione è un’indagine sul suo lavoro e sul concetto stesso di scultura, in cui vengono messe in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione tra questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali, trattate con l’inconfondibile umorismo. Proseguono anche le iniziative per i 50 anni del Museo con l’indagine sul ruolo primario di Henriette Nigrin, stilista e creativa francese, moglie di Mariano Fortuny, nella gestione dell’atelier tessile e la presentazione dell’album “Ciel” di Mariano Fortuny, un progetto visionario sugli studi degli effetti atmosferici e della luce.

Da Guardi a ca’ Rezzonico ai Musei delle isole

Nel 2026 arriva poi a Ca’ RezzonicoI Guardi della Collezione Gulbenkian”, dal 7 marzo all’8 giugno: un’esposizione che porta a Venezia il nucleo di opere più preziose del museo portoghese, ovvero dipinti di Francesco Guardi, databili tra il 1770 e il 1790 in dialogo con disegni provenienti dal gabinetto del Museo del Settecento Veneziano. “Donazione Rubelli”, sempre a Ca’ Rezzonico, permetterà di ammirare, dal 24 giugno al 7 settembre, la collezione di disegni di Alessandro Favaretto Rubelli al quale è legato il successo dell’omonima impresa di tessuti e fine collezionista. “Album Romantici” sarà quindi l’esposizione dedicata agli album di disegni ottocenteschi, visitabile dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027. A Palazzo Mocenigo, punto di riferimento per la storia della moda, del tessuto, del costume e del profumo, “Le tarbouche. Quando un eccesso diventa simbolo” è la mostra che dal 20 maggio all’8 novembre è dedicata al copricapo conico in lana o seta rossa, unicamente maschile, che diventa elemento caratterizzante di nudi femminili.

Sebastiano Ricci – Tentazioni di Sant’Antonio Abate
Donazione Alessandro Faveretto Rubelli

E ancora, nella Casa di Carlo Goldoni, un nuovo allestimento illustra il teatro goldoniano attraverso dipinti e arredi settecenteschi, mentre al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue è proposto il progetto fotografico “Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di mare dell’Alto Adriatico”, dal 5 giugno al 13 settembre. Infine il Museo del Vetro di Murano, tra le mostre temporanee in programma, oltre ai progetti connessi alla The Venice Glass Week, dal 12 giugno al 30 marzo ospita “Babel”, con opere del noto artista muranese Marco Toso Borella. A Burano dal 14 giugno e fino all’8 gennaio 2027 si possono scoprire i preziosi “Merletti delle Biennali”, mentre il Museo di Torcello permette di esplorare le interessanti collezioni nelle sezioni archeologica, medievale e moderna. Spostandoci in terraferma, al Centro Culturale Candiani dal 26 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 è in programma la mostra “Klimt, Schiele, Kokoshka e il corpo nell’arte contemporanea“.

Silvia Bolognini

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