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È Milano la nuova capitale mondiale dei milionari

È Milano la nuova capitale mondiale dei milionari

Nel nuovo rapporto annuale Henley&Partners supera New York, Londra e Parigi. Con però il rischio di diventare una città per pochi

La tendenza era già chiara: per chi magari vive in altri angoli del pianeta, trasferirsi in Italia è un obiettivo sempre più appetibile quando si può disporre di un patrimonio di almeno un milione di dollari, al netto delle proprietà immobiliari.
A confermare il trend arriva ora il nuovo rapporto della società specializzata Henley&Partners, che colloca Milano addirittura al primo posto nel mondo per il rapporto tra milionari e totale dei residenti.

L’ascesa di Milano come “capitale dei milionari”

Guardando ai numeri assoluti della nuova classifica di Henley&Partners, il capoluogo lombardo si posiziona all’11° posto per quantità di milionari residenti. Il primato milanese si lega dunque alla loro “densità”, con un rapporto di 1 milionari ogni 12 persone iscritte all’anagrafe, neonati inclusi, che batte per esempio New York (1 a 22), ma anche Parigi (1 ogni 14) e Londra (1 a 41), che la precedevano ad aprile 2025 tra le realtà europee più attrattive per i milionari.

milionari
I risultati trovano conferme anche restringendo la prospettiva a chi può contare su una disponibilità di liquidi oltre i 100 milioni. Nella città meneghina ne risiedono 182: poco meno del Principato di Monaco (192), ma più di altre realtà come Miami, Mosca o l’intero cantone svizzero di Zurigo. Quanto alla densità di questi super-ricchi, il primato è di Los Angeles (1 ogni 7.558 abitanti), ma Milano non è distante, a quota 1:7.692, di poco davanti a Parigi (1 ogni 7.743) e con numeri di gran lunga superiori a New York (1 per 10.757) e Londra (1 ogni 25.244).

L’attuale contesto milanese: cosa attrae (e chi respinge)

Uno dei motivi che spiegano l’attrattività in questa prospettiva dell’Italia, e di Milano in particolare, è la flat tax di 200 mila euro, che ha spinto 3.600 milionari nel 2025 a trasferire la residenza nel nostro Paese, spostando patrimoni per complessivi 20,7 miliardi di dollari. Sempre a livello di tassazione, l’aliquota al 4% applicata con le nostre imposte di successione è tra le più basse d’Europa, con per di più una franchigia fissata a 1 milione di euro. La grande disponibilità economica dei residenti, però, ha anche un effetto negativo: i prezzi quotidiani sono molto più alti e chi percepisce uno stipendio “normale” riesce sempre meno a far fronte all’elevato costo della vita. Uno studio di Deutsche Bank dello scorso anno ha per esempio evidenziato che con un salario medio a Milano non si riesce a pagare l’affitto nemmeno di un bilocale, figurarsi a comprare casa, quando la media al metro quadro è di 5.400 euro, con punte di 4 mila anche in periferia. In molti casi, così, si è costretti a trasferirsi nell’hinterland o ancor più lontano, con un effetto a catena sulle nascite, che va a combinarsi con la necessità di chiusura, per gli insostenibili costi di gestione, di molti negozi e locali.

Alberto Minazzi

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Tag:  milano, ricchezza