Dagli autobus ai vaporetti, Actv intensifica controlli e strumenti di sicurezza, in collaborazione con le forze dell’ordine, per far viaggiare cittadini e turisti senza paura
Succede in tutta Italia, e Venezia non fa eccezione.
Basta scorrere la cronaca per rendersene conto: giovani che minacciano o insultano passeggeri, autisti presi di mira dopo un diverbio, vandalismi sui mezzi, persino episodi più gravi come molestie.
Gli episodi di comportamenti incivili e/o violenti da parte di giovani bulli – e non solo – a bordo dei mezzi pubblici sono ormai all’ordine del giorno. Capita nelle grandi città come Roma, Milano, Bologna e Firenze come nei centri minori.
Per citare una città su tutte, di recente al centro di gravi episodi di cronaca in questo senso, in Veneto, è stata Treviso, sotto i riflettori delle forze dell’ordine a causa delle baby gang.
Vanta il triste primato del record di denunce di minori per episodi accaduti sugli autobus.
Bologna non è da meno: tra gennaio e settembre 2025 sono state registrate oltre 220 denunce per aggressioni a personale del trasporto pubblico.
E anche Venezia accusa il colpo.

Actv : viaggiare sicuri non è un optional
“Quello che accade con frequenza sui mezzi pubblici è preoccupante – conferma Luca Scalabrin, presidente dell’azienda veneziana di trasporto pubblico Actv -. Non parlo solo come presidente, ma come cittadino e padre che vede anche negli autobus un riflesso della nostra società: è una sconfitta del senso civico in generale non solo per quanto riguarda il trasporto. La sicurezza a bordo va gestita seriamente, perché chi viaggia deve sentirsi protetto. Voglio restituire tranquillità a chi viaggia, senza promettere la soluzione al grave problema dall’oggi al domani, ma garantendo comunque il massimo impegno dell’azienda assieme alle forze dell’ordine per cercare di arginare il più possibile la situazione lavorando in sinergia con chi si occupa di sicurezza”.
Autobus e vaporetti sotto controllo: il piano sicurezza della città
Se da parte del Governo già sono in atto piani per garantire una maggiore sicurezza, a livello locale Venezia ha fatto un passo decisivo con il Protocollo sicurezza mezzi pubblici della Città Metropolitana, siglato tra Prefettura, Comune, sindacati e Actv. Il protocollo prevede una serie di misure concrete: telecamere sui mezzi per monitorare comportamenti a rischio, cabine protette per autisti e marinai, pulsanti di allerta collegati alle forze dell’ordine, e un rafforzamento della presenza di personale di sicurezza a bordo e nei punti più critici.
L’obiettivo è duplice: proteggere gli operatori e garantire che ogni passeggero possa spostarsi in tranquillità, a prescindere dall’orario o dalla linea.

Actv alza la guardia
Actv è impegnata in un piano d’azione concreto, come spiega il presidente Luca Scalabrin a Metropolitano.it, che si articola su più fronti. A partire dal sistema di videosorveglianza che monitora le presenze sui mezzi della flotta ed è importante ai fini identificativi nel caso di atti vandalici e molesti per identificare i responsabili. A bordo poi si sta potenziando la presenza di personale di sicurezza come deterrente, mentre nel contempo è in atto una collaborazione con le forze dell’ordine per aumentare i controlli sia a bordo, sia alle fermate con maggiori criticità.
“Un’altra cosa molto importante sul tema sicurezza a bordo dei mezzi di trasporto pubblico in risposta all’allarmante aumento degli episodi di violenza – conclude Luca Scalabrin – potrebbe essere a livello nazionale l’applicazione del decreto Legge 137 del 1 ottobre 2024 che riguarda il personale sanitario ma che potrebbe essere valido anche per il personale dei trasporti. Come ad esempio l’arresto in flagranza differita anche nelle 48 ore successive all’evento contando sulla registrazione delle telecamere di sorveglianza e l’inasprimento delle pene per il danneggiamento e il procedimento d’ufficio senza la necessità che vi sia la denuncia. È fondamentale – conclude – che autisti e marinai siano sempre tutelati, indipendentemente dalla gravità delle lesioni subite”.



