Il Ministero della Salute lancia un decalogo per i farmacisti per prevenire abusi e overdose di uno degli oppioidi più potenti al mondo
In gergo si parla di “droga degli zombie”, ma nel giro è noto anche come “Dragon’s Breath”, “White Girl”, “Dance Fever”, “Tango & Cash”, “Persiano bianco” o “trip di carta”. Ed è venduto, in farmacia, con una serie di nomi commerciali: sublimaze, effentora, actiq, abstral, fentanest, onsolis o durogesic.
Parliamo del Fentanyl, l’oppioide sintetico che la Drug Enforcement Administration statunitense descrive come 100 volte più potente della morfina e 50 volte più dell’eroina.
Un farmaco il cui uso al di fuori del controllo medico, negli Stati Uniti, rappresenta la più grave emergenza sanitaria pubblica dal secondo dopoguerra in poi, con quasi un milione di overdose letali tra la fine degli anni ’90 e il 2022. Il Fentanyl negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi anche in Europa e in Italia, tant’è che, a marzo 2025, il Dipartimento per le Politiche antidroga ha presentato un “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”. E, adesso, il Ministero della Salute ha inviato alla Federazione Ordine Farmacisti Italiani una circolare contenente un decalogo operativo per la gestione delle prescrizioni di queste sostanze ad alto rischio.

Fentanyl: un decalogo per i farmacisti
I farmacisti sono dunque la categoria-chiave su cui si è deciso di puntare per la prevenzione del fenomeno per cui questi farmaci vengono dirottati dal circuito terapeutico a quello illecito, partendo da un rafforzamento dei controlli sulle prescrizioni anomale. L’obiettivo principale a cui si punta è quello di prevedere l’obbligo di ricetta elettronica, che può più difficilmente essere contraffatta o oggetto di prescrizioni improprie, per tutti i farmaci che contengono sostanze stupefacenti.
Nel frattempo, si punta su un’azione di “sentinella” sul territorio da parte dei farmacisti, a cui è stato inviato un vademecum di 10 azioni di verifica da seguire scrupolosamente. Tra le indicazioni, si parte dall’analisi approfondita del documento di prescrizione e dei suoi contenuti, dalla firma al timbro del medico, con particolare riguardo a eventuali correzioni sospette. Il farmacista dovrà quindi accertare l’identità di chi presenta la ricetta, anche al fine di verificare la coerenza della prescrizione con eventuali precedenti per lo stesso paziente del medico prescrittore, da contattare in caso di dubbi. Dovrà infine essere valutata, in caso di persistenti dubbi su autenticità o appropriatezza, la possibilità di non consegnare il medicinale, oltre a essere richiesta l’immediata comunicazione alle autorità dei casi sospetti di falsificazione o furto.
Il Fentanyl, farmaco e droga
Come medicinale, il Fentanyl viene utilizzato normalmente nei casi più gravi che richiedono una terapia del dolore, come quelli legati ai dolori cronici di tipo oncologico. Non a caso, l’Oms lo ha inserito tra i farmaci essenziali per i pazienti con tumori in stato avanzato. Questa sostanza agisce sui recettori oppioidi inducendo al tempo stesso uno stato di euforia e un rilassamento assoluto, eliminando non tanto il dolore, quanto la sofferenza, e per questi motivi ha anche un uso clinico per indurre l’anestesia. Disponibile in cerotti, fiale, compresse o farmaco iniettabile per via endovenosa, presenta tra gli effetti collaterali lo sviluppo di una rapida dipendenza e tolleranza, che può portare a sintomi di astinenza in caso di riduzione drastica dell’utilizzo. Nel breve periodo, inoltre, può provocare nausea, vomito, stipsi e confusione mentale.
Soprattutto, però, in caso di abuso il Fentanyl, come gli altri oppioidi, può portare alla morte, soprattutto per depressione respiratoria e soffocamento, intervenendo su recettori coinvolti anche nel controllo del respiro. Come droga, il Fentanyl ha iniziato a sostituirsi all’eroina, per la sua facilità di produzione e trasporto e per la sua maggior economicità, oltre che per la vendibilità online, a partire dagli anni ’10 del nuovo millennio. E il numero dei decessi, secondo uno studio dell’Università della California, è aumentato di oltre 50 volte tra il 2010 e il 2021.
Alberto Minazzi



