Le principali compagnie di comunicazioni hanno già iniziato ad aumentare i costi. Ma non sono gli unici aumenti: l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori nel totale dei vari settori in cui i prezzi cresceranno, stima che gli italiani spenderanno 672,60 euro in più
Telefonare da fisso e mobile quest’anno costerà di più. Se nel 2025 la corsa ai rincari aveva lievemente allentato la morsa, ecco che nel 2026 si profila all’orizzonte una nuova stangata che andrà a pesare sulle tasche delle famiglie. Mettici l’adeguamento all’inflazione, e la fine della guerra dei prezzi che fino a ora ha visto le varie compagnie scatenarsi tra sconti e promozioni per accaparrarsi clienti, di fatto il nuovo anno inizia facendoci sborsare di più.
Quella dei telefoni non è tra l’altro l’unica voce a essere interessata dagli aumenti dei prezzi. Sono numerose infatti quelle che l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha preso in considerazione valutando per ciascuno la relativa percentuale di aumento: alimentazione, assicurazioni auto, costi bancari, tariffe autostradali, trasporti, tari, tariffe dell’acqua, tariffe professionali-artigiane, prodotti e servizi per la casa, scuole (mense e libri), prestazioni sanitarie, ristorazione, comunicazioni, spedizioni.
Un insieme di maggiorazioni che peseranno sulle tasche degli italiani per + 672,60 euro annui a famiglia.

Si spenderà di più per telefonare su fisso e mobile
Il nuovo anno inizia con una serie di ritocchi ai prezzi da parte dei principali operatori telefonici quali Tim, WindTre, Fastweb, Vodafone sia per quanto riguarda la telefonia mobile, sia per chi ha ancora la linea fissa.
Nei siti delle rispettive compagnie di comunicazione sono in corso adeguamenti dei piani tariffari.
Per Tim gli aumenti scatteranno dal 1 febbraio 2026; i costi maggiori per chi ha il gestore Fastweb sono previsti tra gennaio e febbraio per offerte mobili e fisse congiuntamente anche con Vodafone, dopo la fusione Fastweb+Vodafone. Nel sito ufficiale Fastweb i rincari per la telefonia mobile sono indicati da 1 a 4 euro al mese, mentre quelli per le linee fisse da 1 a 3 euro al mese. Fermo restando che è possibile esercitare il diritto di recesso senza penali. WindTre informa che alcune offerte di rete fissa cresceranno di 5 euro al mese a partire dal 1 gennaio, mentre per altre sempre di rete fissa gli incrementi di 2 euro al mese scatteranno dal 1 marzo 2026. I prezzi di alcune offerte di linea fissa Vodafone sono invece già stati maggiorati da 0.95 a 3.99 euro dal 1 novembre 2025. I clienti ricevono comunicazioni personali delle modifiche e possono recedere gratuitamente o cambiare operatore se non accettano la modifica.
Per l’Associazione Italiana degli Utility manager Assium, anche se si tratta di piccoli aumenti, considerato che la spesa delle famiglie italiane per i servizi telefonici di linea fissa e mobile degli italiani si attesta su 22,6 miliardi di euro annui, i rincari avranno un significativo impatto sulla spesa collettiva.
Altri aumenti del nuovo anno
Non sono solo le comunicazioni a portare con il nuovo anno maggiori esborsi.
Sono numerosi i settori di spesa che nel 2026, come rileva l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, incrementano la percentuale di costi. Per le assicurazioni auto si stima +8,80%; per l’alimentazione +4,78% ; per i trasporti +2,83% ; per la scuola, tra mense e libri, +4,6%; per la tariffa dell’acqua +3,88% e per la ristorazione +4,5% .
Più cari anche i costi bancari del 2,16%; le tariffe autostradali 1,57%; la tari 2,71%; le tariffe professionali-artigiani con incremento dell’ 1,83%; i prodotti e servizi per la casa 1,76% e le prestazioni sanitarie 2,08%. E ancora le spedizioni che prevedono 10,98 euro annui con l’introduzione della tassa sui pacchi provenienti dai Paesi extra UE con valore inferiore ai 150 euro. Una stangata che, come evidenzia l’Osservatorio si abbatte su una situazione già compromessa, considerato che i continui aumenti registrati negli ultimi cinque anni hanno eroso il potere d’acquisto delle famiglie di oltre 5.538 euro solo per queste voci di spesa.
Silvia Bolognini



