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Padova dall’alto: la Torre degli Anziani riapre e cambia il modo di guardare la città

Padova dall’alto: la Torre degli Anziani riapre e cambia il modo di guardare la città
Il celebre tetto a carena di nave di Palazzo della Ragione, visto dall'alto della Torre degli Anziani

La storica torre medievale torna accessibile al pubblico: dal panorama mozzafiato sui mercati cittadini agli scorci dei Colli Euganei, un’esperienza che unisce storia e vista spettacolare

Le piazze del centro di Padova brulicano, come sempre: a sinistra Piazza delle Erbe, i cui banchi tracimano di frutta e verdura, al freddo dell’aria di gennaio; a destra, chilometri di pantaloni, gonne, sciarpe, cappelli, guanti che ricoprono le bancarelle di Piazza dei Frutti. A dividere le due piazze, i bar che circondano Palazzo della Ragione e sotto il mercato coperto di Padova, uno dei più antichi al mondo, dove ancora il macellaio vende carne, il pescivendolo pesci, il banco caseario formaggi, e le osterie ‘ombre’. Da sopra le teste dei passanti, a circa 44 metri di altezza, occhi che guardano, osservano e scrutano: dagli archi della tangenziale est ai Colli Euganei dispersi nella foschia.

La torre riaperta: una nuova prospettiva

È la novità di Padova, che dallo scorso 10 dicembre ha dato una nuova, ritrovata prospettiva al centro città.
La Torre degli Anziani ha infatti riaperto, dopo due anni di restauro e messa in sicurezza e a 75 anni dall’ultima apertura pubblica. Durante l’appena concluso periodo natalizio – dal 10 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 – l’amministrazione comunale aveva disposto l’accesso gratuito con prenotazione, andando incontro a un facile e prevedibile sold out delle visite (circa 7000 visitatori ospitati nell’arco di tempo). Dal 7 gennaio, la Torre è tornata visitabile via pagamento del biglietto, ed è quindi di nuovo possibile prenotare (almeno il giorno prima) per vedere la città dall’alto.

La Torre degli Anziani a fianco di Palazzo della Ragione

Oltre i tetti e le piazze: Padova vista da occhi antichi

Dalla quasi sommità della Torre, la cui altezza totale misura 49 metri, si staglia il panorama padovano, dai piedi delle piazze all’orizzonte di case che circonda il tessuto urbano.
È una nuova prospettiva, strana a vedersi e sulla quale orientarsi: verso nord, piazza Insurrezione e il vicino teatro Verdi sembrano così schiacciati, che quasi pare non ci sia spazio per le strade.
Compaiono condomini, torri e campanili mai visti prima, da terra.
La stazione dei treni scompare: verso il quartiere Arcella si riconoscono bene solo la cupola di Sant’Antonino, l’altra chiesa devota al Santo, e quella della chiesa del Carmine, vicino a piazza Mazzini.

La veduta dall’alto di Palazzo della Ragione, con a fianco Piazza dei Frutti

Nebbia, chiese e distese urbane

A ovest la nebbia che si alza nel primo pomeriggio impedisce la vista nitida dei Colli Euganei; a fatica si riconosce il profilo della Specola, l’antico osservatorio della città. A sud, la basilica di Sant’Antonio e quella di Santa Giustina sembrano piccole e distanti, e Prato della Valle non esiste, sperso tra le cime dei coppi e le terrazze delle case, popolate di sedie e fili per il bucato. Sempre da lontano, gli ospedali vecchi e nuovi, e poi i tre archi dell’uscita autostradale per Padova Est, con il Net che sbuca dalla zona industriale e diventa punto di riferimento anche da là, a quasi cinquanta metri dal suolo. Tornando ‘ai piedi’ della Torre, il Duomo di Padova e Piazza dei Signori, che fa capolino con il suo orologio astrologico, e sotto i nostri occhi il tetto di Palazzo della Ragione, una grande nave azzurra e rovesciata che copre gli affari e la vita civile della città.

La veduta verso ovest, da cui si intravede il profilo della torre della Specola

Una torre, otto secoli di storia

Il recupero della Torre degli Anziani aggiunge un ritrovato valore alla storia cittadina medievale, già decretato dall’assegnazione del titolo di sito Unesco per il patrimonio culturale mondiale per il ciclo di affreschi Urbs Picta.
Valore confermato dalla presenza della Torre degli Anziani negli affreschi della Cappella degli Scrovegni, fiore all’occhiello del patrimonio.
Qui, Giotto dipinse San Daniele con in mano le due torri simbolo della città del Trecento: la ormai persa Torre Rossa e la Torre degli Anziani; una testimonianza della centralità dell’edificio nella vita comunale del tempo. Ma la Torre degli Anziani, chiamata anche “Torre della regola”, ha nella sua forza storica una grande importanza politica.

Simbolo di potere e vita civile

La sua presenza storica è attestata già nei primissimi anni del Duecento come torre civica di proprietà di Tiso IV da Camposampiero; nel secolo successivo e con l’avvento dei Comuni si fa simbolo di contrasto al potere vescovile, divenendo poi punto di riferimento centrale per la città. La Torre degli Anziani, anche chiamata Torre del Comune, Torre Bianca, Torre della Giustizia, con il suo ‘Campanon’ e la successiva ‘campana della Terza’ – conquistata dalla guerra con la vicina Este – scandiva la vita civile del centro urbano, in termini di tempo e di eventi.
La campana piccola per la quotidianità, la campana grande per emergenze, chiamate alle armi, esecuzioni pubbliche. Attorno alla Torre degli Anziani si costruiscono gli edifici del libero comune medievale di Padova; l’edificio è vero e proprio simbolo, che da 800 anni scruta dall’alto i suoi concittadini, i quali si rivoltano, a inizio Novecento, per evitare la sua capitozzatura, dettata dal rischio di crollo.

Damiano Martin

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