Il 3 gennaio il picco della prima delle 3 Lune piene concomitanti con la massima vicinanza del satellite alla Terra
Pur trattandosi di un termine solo giornalistico e non scientifico, il concetto di “SuperLuna” è ormai entrato a far parte del linguaggio comune.
Si tratta, per chi non lo sapesse, di quella combinazione astronomica in cui la fase di Luna piena coincide con il perigeo, ovvero la distanza minima del satellite dalla Terra. Questa condizione, nel 2026, si verificherà per 3 volte. E la prima, che inaugura un anno ricco di occasioni dedicate agli amanti dell’osservazione del cielo, a partire dal ritorno di un’eclissi totale di Sole in Europa dopo oltre 25 anni, è proprio dietro l’angolo. L’appuntamento è infatti fissato per il 3 gennaio, con la SuperLuna chiamata “del lupo”.
La SuperLuna del lupo
La denominazione scelta per la prima SuperLuna del 2026 deriva da quello tradizionalmente attribuito alla Luna piena di gennaio dai Nativi americani. Il momento di massimo avvicinamento del satellite al nostro pianeta si è già verificato, alle 22.44 italiane del 1° gennaio, ma il fenomeno dura più di un giorno e si toccherà il 100% di illuminazione alle 11.02 di sabato 3. Al riguardo, va precisato che, in quel preciso momento, alla nostra latitudine la Luna si troverà al di sotto dell’orizzonte, nella costellazione dei Gemelli. Per apprezzare al meglio il 6% di maggiore grandezza e il 13% di più elevata brillantezza rispetto a una normale Luna piena, è consigliabile utilizzare strumenti specifici, non limitandosi a un’osservazione a occhio nudo.

Le altre SuperLune e la MicroLuna del 2026
Nel nuovo anno sono previste anche altre 2 SuperLune, anche se bisognerà attendere gli ultimi mesi. La fase di massima illuminazione della seconda SuperLuna del 2026 si verificherà infatti il 24 novembre, alle 15.53, con perigeo il giorno successivo alle 22. L’ultima SuperLuna sarà infine quella in cui il nostro satellite si presenterà in assoluto più grande e più luminoso, per la distanza temporale di appena 7 ore tra il massimo di pienezza e di vicinanza. La Luna si troverà infatti ad “appena” 356.650 km dalla Terra. Il contrario della SuperLuna è invece la MicroLuna, cioè la Luna piena nell’apogeo, ovvero il momento di massima lontananza dal pianeta. Nel 2026, questo si verificherà il 31 maggio, con la “Luna Blu” (ovvero la seconda del mese) apparentemente più piccola del 5,5% e meno luminosa del 10,5%.
Il 12 agosto, eclissi totale di Sole in Europa
Il 2026 è però atteso dagli astronomi soprattutto per l’evento del 12 agosto: il ritorno di un’eclissi totale di Sole in Europa, dove manca dal 1999. La copertura totale del disco solare si sposterà dalla Groenlandia all’Islanda, dalla Spagna alle Baleari, ma sarà apprezzabile anche in Italia. L’eclissi, che toccherà il massimo tra le 20.10 e le 20.20, mentre il Sole sta tramontando, supererà infatti il 90% al Nord, comprese grandi città come Milano, Torino, Venezia, Genova e Bologna, ma anche a Roma si raggiungerà il 69%, mentre a Napoli al massimo si arriverà al 45%.

Tra le altre eclissi dell’anno, va ricordata quella anulare di Sole del 17 febbraio, che interesserà però l’Antartide, e le 2 lunari del 3 marzo (tra Giappone, Canada, Alaska e Russia) e soprattutto 28 agosto, con massimo alle 6.12 e una copertura di oltre il 90% alla latitudine di Roma.
Tra meteore e comete
A onor del vero, il primo evento astronomico dell’anno è stato il passaggio dello sciame meteorico delle Quadrantidi, iniziato il 28 dicembre e che si concluderà il 12 gennaio, con il picco di sabato 3 la cui visibilità sarà però condizionata dalla SuperLuna. La stessa situazione si ripeterà il 5 e 6 maggio per le Eta Aquaridi, mentre per le Perseidi (picco tra il 12 e il 13 agosto) si verificherà l’opposta condizione di Luna nuova, che aumenterà il numero di “stelle cadenti” visibili. Ancor meglio andrà per le Geminidi (picco tra il 13 e il 14 dicembre), con circa 150 avvistamenti orari possibili. E poi ci sono 3 comete: la C2024 E1, che toccherà la massima vicinanza alla Terra il 17 febbraio; la C/2025 R3, al perigeo il 26 aprile; la 10P/Tempel, il 3 agosto.

Il calendario degli altri eventi astronomici del 2026
Vanno poi citate le congiunzioni (ovvero le massime vicinanze) tra corpi celesti: Venere e Giove il 9 giugno; Luna, Marte e Pleiadi l’11 luglio; Marte e Giove il 16 novembre. Ancora, i pianeti “in opposizione”, cioè in condizioni di massima visibilità: Giove il 10 gennaio e Saturno il 4 ottobre. Ma, soprattutto, si verificheranno 2 rari allineamenti tra pianeti, cioè la loro contemporanea visibilità in cielo. Mercurio, Giove, Saturno, Urano e Nettuno saranno dunque accompagnati da Venere nella seconda metà di febbraio e da Marte ad agosto.
Alberto Minazzi



