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30 anni di Pokémon: un fenomeno globale

30 anni di Pokémon: un fenomeno globale
Okinawa @Markus Mainka

Dai videogiochi alla scienza, i mostriciattoli giapponesi hanno attraversato Paesi e generazioni segnando l’infanzia di milioni di persone

All’epoca sembrava solo un gioco.
In realtà, il 27 febbraio 1996, anche se non entrerà nei libri di storia, è stato l’inizio di una rivoluzione.
Quel giorno di 30 anni fa il designer giapponese Satoshi Tajiri lanciò i primi Pokémon sul Game Boy di Nintendo, ispirandosi alla sua passione da bambino per collezionare insetti . Da lì, i piccoli mostri tascabili hanno preso vita e hanno superato i confini dello schermo: dai videogiochi alle carte collezionabili, dalle serie animate cult ai mondi virtuali e app che ci tengono incollati ancora oggi, sono diventati un vero e proprio fenomeno. Non solo culturale ma anche economico: un franchising globale capace di reinventarsi continuamente e di far innamorare generazioni di fan, dai più piccoli ai nostalgici degli anni ’90

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Un business milionario (e una precisazione fonetica)

Al riguardo, basti pensare che il 17 febbraio scorso il Guinness dei primati ha certificato la carta “Pikachu Illustrator” come la carta collezionabile più costosa in assoluto, venduta a un’ asta per quasi 16,5 milioni di dollari ad AJ Scaramucci, ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, dal wrestler e youtuber Logan Paul, che a sua volta l’aveva acquistata nel 2021 per 5,28 milioni. Con un gioco di parole, si potrebbe dunque dire che questi “mostri tascabili” non sono proprio per tutte le tasche.

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Il riferimento, in questo caso, va all’origine del nome: Pokémon deriva infatti proprio dalla contrazione di “Pocket monster”. E, va aggiunto, l’accento grafico presente nel logo non è da intendere come “tonico”: è stato inserito solo per indicare agli anglofoni che la “e” non è muta. La pronuncia corretta, in giapponese, è dunque “po-ke-mon”, con anche l’iniziale “o” stretta e con la tipica cadenza nipponica “a salire”. Al riguardo, si possono trovare in rete, per esempio su YouTube, video che presentano molto meglio di qualunque spiegazione scritta questa pronuncia. La versione italiana, “Pòkemon”, con la “o” iniziale tonica e aperta è comunque comunemente accettata nel nostro Paese.

I Pokémon e il mondo della scienza

Quel che è certo, poi, è che sarebbe quantomai sbagliato ricondurre i Pokémon a un mero fenomeno di costume. In occasione dell’importante anniversario, la rivista Nature ha pubblicato un articolo in cui ripercorre i molteplici modi in cui i mostriciattoli giapponesi hanno “plasmato la scienza, ispirando generazioni di ricercatori in campi diversi come l’evoluzione, la biodiversità e l’integrità della ricerca”.
Sono stati gli stessi scienziati interpellati dalla rivista scientifica ad ammettere l’influenza giocata dalla presenza dei Pokémon nella loro formazione. “Gotta catch em all”, cioè “catturiamoli tutti”, lo slogan utilizzato anche nella sigla del cartone animato, “è più o meno la stessa cosa di quello che fa un entomologo”, ha dichiarato a Nature il ricercatore Spencer Monckton, che ha battezzato “Chilicola charizard” una nuova specie di ape con il nome di una delle carte Pokémon più iconiche. Perché se, degli attuali 1.025 personaggi (all’inizio erano 151…), molti prendono il nome di animali reali, il percorso è valido in entrambe le direzioni, per esempio guardando ai fossili.

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Il Pokémon Day 2026

Sulla base di queste considerazioni, si capisce perché, per i 30 anni, sono stati organizzati dai produttori dei Pokémon numerosi eventi speciali creando un vero e proprio “Pokémon Day 2026”. Per quanto riguarda il gioco di carte collezionabili, per esempio, sono stati lanciati in tutto il mondo in contemporanea alcuni prodotti speciali di aggiornamento, a partire dalla nuova espansione “Megaevoluzione – Equilibrio perfetto”, disponibile dal 27 marzo, ma con un’anteprima dal 14 marzo in alcuni rivenditori selezionati. Su Nintendo Switch, erede moderna della vecchia consolle di 30 anni fa, sono uscite proprio in questa occasione le versioni “Rosso Fuoco” e “Verde Foglia”, “esattamente com’erano su Game Boy Advance”, con l’unica differenza dell’aggiunta della funzione, disponibile a breve, che consente agli “allenatori” di “trasferire i Pokémon catturati a Pokémon Home”. E molti sono i nuovi giochi in arrivo.

Pokémon verso i Campionati mondiali di agosto

Il direttore di e-sport ed eventi globali Pokémon, Chris Brown, ha inoltre confermato che, per i Campionati Mondiali 2026, in programma ad agosto al Chase Center di San Francisco (dove sono attesi oltre 3 mila giocatori), in un’area triplicata rispetto alle finali del 2025, i concorrenti della categoria videogiochi si scontreranno in Pokémon Champions, ma non mancheranno le sfide nel Gioco di Carte Collezionabili Pokémon, in Pokémon UNITE e in Pokémon GO. Riguardo a quest’ultima declinazione dei mostriciattoli, basata sulla realtà virtuale aumentata, è stato intanto reso disponibile, dalle ore 10 di martedì 3 alle 20 di lunedì 9 marzo, un evento speciale.

Alberto Minazzi

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Tag:  giochi